giovedì 11 febbraio 2010

Casalinghe allo sbando


Premessa: giuro che questo è l'ultimo post che tratta di cucina! domani o dopodomani è infatti in programma una gita da qualche parte, e (forse) finalmente riuscirò a vedere koala e canguri!
Ad ogni modo ecco questi deliziosi ravioli con ripieno di coniglio, porri e orbe aromatiche... semplicemente colossali! sono rimasto sconvolto, era pure la prima volta che mi dilettavo in un ripieno per ravioli.

E non poteva mancare il ragù per le tagliatelle (e per la futura lasagna al forno eheh :P) a base di carne ma con anche una parte di verdurine tagliate finemente YUMMMMM, ho seguito tutto il lungo procedimento della preparazione del ragù, fase per fase senza buttare tutto alla cavolo nella padella... e il risultato si vede, o meglio si gusta eheh!

Comunque non mancano le golose cenette a base di fritto eheheh, questa foto è stata scattata qualche giorno fa: pollo impanato fritto, frittelle di zucchine, una semplice insalata e... la regina di tutte le cose peccaminose: la salsa Honey mustard!! vera e propria chicca "made in Ben" a base di burro d'arachidi, miele e mostarda a palline... clamorosa, ci intingerei dentro qualunque cosa!!! :P

...ok c'è anche una torta in frigorifero... ma per fortuna sta raffreddando, vi risparmio le foto... torta meringata con fragole e già che c'ero delle semplici meringhe ricoperte di cioccolato fatte con gli avanzi./a>

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martedì 9 febbraio 2010

L'inizio della fine


Questa mattina mi sono svegliato presto per preparare delle tagliatelle fresche all'uovo... Nooooo la sindrome da casalinga disperata mi sta assalendo!
Ad ogni modo pensavo fosse molto più semplice, in realtà schiacciare per quasi mezzora quella pasta mi è costata una fatica terribile!! fortunatamente il profumo è proprio quello delle tagliatelle fresche mhhhh yummy.

A questo punto domani mi toccherà preparare anche un ragù alla bolognese, ahimè non ci sono alternative! dopodiché proverò a disintossicarmi da questa "casalinghite culinaria"... visto che anche ieri ho preparato dei deliziosi dolcetti per la gioia degli abitanti della casa.


(Immagini originali che potete addirittura aprire per gustarle in tutta la loro grandezza :P)

non va bene, non va beneeee!

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sabato 16 gennaio 2010

Il paese in cui tutto è più grosso, parte 2


Un altro fast food molto diffuso è “Subway” dove puoi farti fare un panino con qualunque porcheria e salsa immaginabile, mentre un altro di cui non ricordo il nome proponeva insalate la cui composizione è totalmente libera ...ma il cui condimento è sempre a base di mayonese o altre dressing. Piccola parentesi: al supermercato vendono la mayonese senza grassi... con solo lo 0,2% di grassi... come minimo deve avere qualche effetto collaterale mortale.

Mi sono sempre considerato un grande “mangione”, eppure qui i miei parametri sono saltati, in generale le portate sono tutte più grandi, e viene da sorridere quando un australiano dice “in America i piatti sono enormi, mangiano come dei maiali” eheh (in ogni caso non scorre buon sangue tra australiani e americani, ma approfondirò in futuro); detto questo ciò non vuol dire che qui le portate siano infinite, ma sono sicuramente più grandi della media europea, esempio lampante è il fatto che il gelato più piccolo corrisponde a una nostra coppetta da 3 – 4 euro mentre il più grande sembra un barattolino Sammontana da frigo! Ma ancora più sconvolgente era constatare che il ragazzo che aveva in mano quella coppetta... ehm coppona, era alto, muscoloso e senza un filo di grasso o un brufolo!
In ogni caso i tipici pub / ristoranti australiani propongono molte cose succolenti da mangiare, generalmente quando si è un gruppo di persone si ordinano queste “relativamente piccole” portate simili a dei giganti antipasti, dopodiché si condivide con tutti gli altri: è la pratica dello “share something”; e in questi casi i piatti sono veramente deliziosi, belli da vedere e non necessariamente grassi, con costi abbastanza contenuti.
Prima di terminare bisogna però spendere qualche parola per il “Garlic Bread” ovvero delle fettone di pane ricoperte di olio e aglio sfrusciato, delle specie di bruschette per cui tutti impazziscono e che generalmente vengono date gratis prima di cominciare a mangiare... a quanto pare nessuno qui si fa delle paranoie per l'alito eheh.
Ah mi sono dimenticato della Vegemite... io c'ho provato... ho assaggiato un angolino di pane spalmato, approfittando dell'assenza del mio olfatto... è salata... però forse fa veramente schifo, un dado concentrato spalmabile dall'odore nauseabondo; in genere ogni australiano si difende dicendo che ne va spalmata poco sopra una fetta di pane... e in effetti l'odore non è così nauseabondo sopra il pane. Ma se non esistesse la vegemite, non esisterebbe neanche questo meraviglioso spot televisivo! Ahah meraviglioso, la cui musica è conosciutissima!

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venerdì 15 gennaio 2010

Il paese in cui tutto è più grosso, parte 1


I più maliziosi staranno già pensando a chissà quali cose... ma in questo caso mi riferisco al cibo! e alle confezioni che si trovano nei supermercati, generalmente sempre extra extra large! Esempio perfetto è il pane in cassetta che viene venduto in buste da 850 GRAMMI, le cui fette sono più grandi dell'equivalente pane del mulino bianco; inoltre esistono tantissimi tipi diversi di impasti molto ricchi di cereali e fibre e tutti appartenenti al brand più famoso e diffuso: Helga!

Dove è finita la dieta mediterranea? O meglio come fa la gente ad essere magra e muscolosa mangiando a sbaffo cibi grassi e ingurgitando litri di coca cola? Semplice andando in palestra quasi tutti i giorni!
La prima cosa che colpisce un italiano è la presenza di appositi supermercati che vendono esclusivamente alcolici, i “bottle shop”, ma al di là dei buoni propositi finalizzati ad evitare l'alcolismo giovanile, si rimane stupefatti dall'enormità di questi posti! A volte anche più grandi degli stessi supermercati. All'interno si può trovare di tutto, centinaia di tipi diversi di birre, liquori, alcolici, tutto! Il più inquietante di questi negozi è sicuramente il già citato “Thirsty camel” con l'immagine di questo cammello assetato, ma anche se gli altri non se la passano male, a partire da quello intitolato “After wine LIQUORS”!
La città pullula di 7 eleven, sono ovunque, e vendono ovviamente una selezione cibaria ad alto contenuto ipercalorico: caramelle gommose, bibite gassate, torte, giornali (ok almeno questi non sono grassi) e queste enormi granite dall'aspetto cremoso tinte da schizofrenici coloranti.
L'acqua da bere non esiste, nei ristoranti viene spesso data gratuitamente, come se non contasse, infatti tutti bevono birra e coca cola, ordinandole anche più volte durante il pasto; in compenso l'acqua del rubinetto non è cattiva, anche se tutto ciò può risultare utile solo a casa in quanto nei grandi parchi della città non esiste nessuna fontanella per dissetarsi!

Di solito i fast food si susseguono l'uno dopo l'altro e in genere sono presenti in ogni via del centro, molto curioso il fatto che Burger King abbia un nome diverso, ovvero il più appetitoso “Hungry Jack”! A prima vista inoltre il McDonald non è diffuso in modo capillare come uno può pensare, ci sono molti più Kentucky Fried Chicken.
Parlerò in un altro post dell'enorme presenza asiatica che ha contaminato la città, ma a livello alimentare è incredibile notare come ristoranti asiatici di ogni tipo (finora mi sono imbattutto in: cinese, giapponese, coreano, thai, vietnamita e malese) siano ovunque e non confinati soltanto nella via di China town;

(solo a china town poteva trovarsi un ristorante dal nome "MAO PLEASE!" ahahahhah)
La qualità inoltre è ottima a prezzi quasi sempre contenuti, soprattuto per il sushi, che viene venduto ovunque a cifre bassissime per un europeo e proprio ieri mi sono preso questa vaschetta di sushi a pranzo alla modica cifra di 8 dollari, praticamente 5 euro!

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lunedì 11 gennaio 2010

Tamarri nel far west


Sorpreso dal fatto che il jet lag non mi ha più di tanto tagliato le gambe esco di casa e mi aggiro per le strade di Winstor, il quartiere in cui sono ospitato, dove al suo interno c'è la famosa “chappel street” una lunga e coloratissima via piena di negozi di ogni genere e tipo.

A prima vista le diverse forme delle facciate e i colori sgargianti mi fanno venire in mente una città del far west (o meglio la versione di cartone che si trova a Gardaland, visto che non sono mai stato negli States) inoltre ci sono insegne da tutte le parti in un tripudio di indicazioni e pubblicità; ma la cosa che più mi ha sconvolto è stata l'enorme scritta “ENTRY” posta sopra l'ingresso di una chiesa, mentre i bazar cinesi vendono le stesse cose che si trovano in italia, e (cosa alquanto inquietante) anche l'odore è lo stesso!
Qui non siamo nella city in mezzo ai grattacieli, ma in un colorato quartiere dove anche le singole case (non esistono condomini o palazzi con più appartamenti) sono l'una diversa dall'altra, un malato di epilessia avrebbe qualche problema ad aggirarsi per le strade eheh.
Sono ospitato in una casa veramente carina! Su due piani, con camere da letto, salotti e un'enorme cucina!... peccato che i bagni siano organizzati in modo alquanto bizzaro, in pratica ci sono due “toilet” con solo un cesso tutto solo e un bagno grosso con doccia, vasca e lavandino e niente cesso... per la mancanza del bidet me ne sono fatto una ragione, ma anche dividere il cesso dal resto mi sembra eccessivo!


Quando si dice che “l'acqua del cesso in Australia va al contrario” si pensa sempre a un'alluvione di acqua fognaria che fuoriesce dal gabinetto in modo convulso... ecco smentiamo questa cosa una volta per tutte, l'acqua andrà pure al contrario, ma è una cosa talmente impercettibile da non farci caso, cambia il senso di rotazione... ma diciamocelo, chi di noi si è mai soffermato a guardare da che parte gira l'acqua del cesso in europa?!

Questo è un nuovo hotel vicino a chappel street, dove al piano terra è possibile visitare un mini museo, con dipinti (ovviamente malatissimi) di alcuni animali e le sculture di alcune mucche ricoperte di strani materiali (queste statue sono veramente ovunque, anche qui!)
La mia prima giornata passa in fretta e la sera l'amico di Ben che avrebbe dovuto organizzare una cena stacca troppo tardi da lavoro e così usciamo per andare a mangiare in Smith street, una via in cui ristoranti di ogni genere e tipo si susseguono (dal Thai al giapponese, dall'italiano al fast food). Alla fine siamo finiti in un'altra via... famosa per essere la via di “Little Italy”... e te pareva... se certi posti volevo evitarli alla fine sono gli altri a portarmici ahah. Inutile dire che la via “Pullula” di macchine sportive che sfrecciano... un valido motivo per spiegare il significato del termine TAMARRO ai miei amici.
Sulla pizza c'era una quantità di formaggio senza precedenti, un'ammasso di mozzarella fusa che fagocitava quella poca salsa di pomodoro presente; in ogni caso per quanto riguarda l'alimentazione in Australia scriverò presto un'altro post perchè alcune cose sono veramente allucinanti, a partire da questi ENORMI supermercati che vendono solo... alcolici!!! (come “Thirsty camel”... il cammello assetato...) qui non si esce a fare “Una bevuta” si vanno a prendere “couple of drinks” è la norma!

Ok, nella prossima puntata: surfisti, oceano, qualche video, fish and chips, e tanta crema solare (almeno quella non alcolica!)

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